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Giappone: neoministro e 150 miliardi per ricostruire

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Giappone: neoministro e 150 miliardi per ricostruire

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Il premier giapponese Naoto Kan si dice pronto alle dimissioni. Ma prima intende ottemperare alle sue responsabilità.

Primo passo, la nomina di un ministro per la gestione dell’emergenza nucleare e di un altro, Ryu Matsumoto, per la ricostruzione del nord-est devastato dal sisma e dal maremoto dell’11 marzo.

A tre mesi di distanza, il paesaggio devastato non è cambiato molto. Non avrà un lavoro facile, il neo eletto: senza contare Fukushima, i danni ammonterebbero a 150 miliardi di euro.

E sono 80 mila circa gli sfollati che vivono ancora in strutture provvisorie: “Quanto tempo ci vorrà per riavere tutto ciò che esisteva, i supermercati, gli ospedali, il municipio?”, chiede una di loro, “Non ho idea di quanto ci vorrà per riavere il nostro paese. Probabilmente decenni”.

“Le macerie non sono ancora state rimosse né lo saranno a breve”, spiega un’altra sfollata, “Mi chiedo se nel mese di agosto sarà diverso”.

Tempi lunghi, piuttosto: ci sono gli immobili danneggiati da buttar giù e migliaia di tonnellate di detriti da evacuare, prima di di ricostruire case e infrastrutture e far ripartire servizi e attività.