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Cambogia: alla sbarra il regime dei Khmer Rossi

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Cambogia: alla sbarra il regime dei Khmer Rossi

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Per tutti l’accusa è crimini di guerra e crimini contro l’umanità. A più di trent’anni di distanza ha preso il via Phnom Penh, in Cambogia, il processo ai quattro alti responsabili ancora in vita dei Khmer Rossi.

Alla sbarra i sopravvissuti, tutti ultraottantenni, del regime comunista che nel Paese rimase al potere da 1975 al 1979, provocando la morte di quasi due milioni di persone. Così il ‘Fratello numero due’:

“non sono felice per questa udienza”.

Tante le persone che all’esterno del tribunale seguono il processo . Così una 53enne sopravvissuta al regime: “Non devono essere rilasciati, voglio che muoiano in prigione, la stessa cosa che fecero loro quando uccisero i miei parenti”.

Molti ricordano le atrocità del regime comunista.

“Ovunque ci sia un processo ai Khmer rossi – dice Chheong Pheng, 38 anni – io sono contento perché uccisero mio padre davanti a mia mamma e io lo vidi con i miei occhi”.

Il procedimento potrebbe concludersi fra due o tre anni. La strategia della difesa è provare a ritardare il più possibile la sentenza, data l’età degli imputati.