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Conosciuto come uno dei conflitti congelati dell’era post sovietica, quello in Nagorno Karabakh continua ad alimentare tensioni e instabilità in una regione che ha visto accrescere la propria importanza strategica per gli approvvigionamenti energetici internazionali.

Assegnato all’Azerbaijan nel primo dopoguerra, dagli anni novanta il Nagorno Karabakh è sotto il controllo militare armeno, in seguito ad uno scontro tra i due vicini che tra il 1988 e il 1994 ha fatto 30mila vittime e più di un milione di rifugiati.

Il futuro di questo territorio montuoso nel Caucaso meridionale, autoprocalmatosi stato indipendente nel ’91 ma non riconosciuto come tale dalla comunità internazionale, è al centro di uno sforzo di mediazione che investe direttamente Mosca. Il presidente russo Medvedev, l’armeno Sarkissian e l’azero Alyiev torneranno a incontrarsi venerdì per tentare di trovare una via d’uscita.

Alyiev e Sarkissian ci hanno parlato delle loro aspettative per questo incontro.

“Azerbaijan disposto a concedere larga autonomia a Nagorno Karabach”, Ilham Alyiev
“Indispensabile l’autodeterminazione del Karabakh”

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