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La depressione collettiva dei greci, viaggio ad Atene

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La depressione collettiva dei greci, viaggio ad Atene

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Le macchine erano la sua passione. Dimitris Filippas lavorava per l’Alfa Romeo ed era un dirigente marketing. Il settore automobilistico è stato uno dei primi ad essere in difficoltà in Grecia e Dimitris è stato licenziato due anni fa. Ora non riesce piu’ a pagare le bollette della luce. A 50 anni teme che la sua età sia un ostacolo nella ricerca di un nuovo impiego.

“La sensazione piu ‘ dura è che mi sento vecchio” racconta “Sfortunatamente le aziende vedono solo un numero che è Sedici Dicembre 1961, e dicono: oh questo è un vecchio, non lo vogliamo. Se pensi di non essere voluto… è una sensazione che fa male”

A causa della crisi il 30% in piu’ dei greci va a vedere uno psichiatra. Secondo le statistiche, la Grecia e’ il paese in cui l’anno scorso il reddito reale é calato maggiormente fra tutti i paesi europei. E molti greci, soprattutto tra i giovani pensano solo ad emigrare.

Il paese sarà costretto ad applicare nuove misure di austerità se vuole ottenere ancora prestiti dalla comunità internazionale. Ma queste misure stanno soffocando l’economia greca secondo George Katrougalos, professore universitario. Il paese, dice, dovrebbe piuttosto fare bancarotta.

“Sarà un periodo anche piu’ difficile di quello attuale. Ma penso che sarebbe una soluzione migliore. Ritengo sarebbe una via d’uscita.- Spiega. Il debito è cosi’ alto, non è sostenibile”

Elene Panaritis, deputata socialista, difende le scelte del governo guidato dal suo partito. E sottolinea che a pagare per la bancarotta del paese sarebbero i piu’ poveri: “L’alternativa è non avere piu’ soldi. Zero. A questo punto non saremmo piu’ in grado di pagare gli stipendi. Non avremmo piu’ i servizi essenziali”

Di fatto il paese non ha scelta: le nuove misure di austerità e le nuove difficoltà che comporteranno per la popolazione, oppure la bancorotta e ancore le sofferenze che porterà alla gente.

Olaf Bruns, Euronews:

“Un ateniese mi ha descritto l’umore dei suoi connazionali come una depressione collettiva. Altri direbbero piuttosto che sono arrabbiati. E hanno promesso manifestazioni ancora piu’ grandi quando il Parlamento voterà il nuovo piano di austerità”.