ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Kabul plaude, i taleban no. Divisioni sull'exit strategy Usa

Lettura in corso:

Kabul plaude, i taleban no. Divisioni sull'exit strategy Usa

Dimensioni di testo Aa Aa

Lo scatto in avanti di Obama incassa il plauso di Kabul, ma non soddisfa i taleban. Questi ultimi hanno bollato come “simbolica” la tempistica del ritiro delle truppe annunciato dalla Casa Bianca: un terzo dei 100.000 uomini ancora sul campo in tempo per le presidenziali 2012, più di quanto auspicato dalla stessa difesa Usa.

“A partire dal prossimo mese – aveva detto ieri Obama – procederemo al ritiro di 10.000 militari dall’Afghanistan entro la fine dell’anno, 33.000 entro la prossima estate, e così torneremo al numero di unità presenti prima degli ulteriori invii annunciati alla fine 2009. Un processo che proseguirà poi con regolarità, man mano che le forze afgane riassumeranno la gestione della sicurezza”.

Termine previsto per completare il ritiro è il 2014. Già oggi, dopo dieci anni di presenza statunitense sul terreno, un traguardo di autonomia e indipendenza, che non manca di spaventare i responsabili militari afgani.

“La comunità internazionale dovrà comunque mantenere le sue responsabilità nel Paese – esorta il colonnello Mohammad Amin Wahdi -. Il suo impegno non deve considerarsi concluso, perché c‘è una guerra in corso. Quanto chiediamo, anche dopo la transizione, è di non essere dimenticati, perché non siamo ancora del tutto autonomi e abbiamo bisogno di aiuti economici”.

Prima ancora del presidente afgano Karzai, che ha accolto con favore l’accelerazione impressa all’exit strategy da Obama, i taleban avevano replicato con un comunicato, ribadendo di individuare nel “ritiro integrale” l’unica possibile soluzione al conflitto.