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Siria: stop alle interferenze europee

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Siria: stop alle interferenze europee

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Smettetela di interferire negli affari siriani e di fomentare caos e conflitti.

È la risposta di Damasco alle sanzioni europee. Meglio guardare a est, ha dichiarato il ministro degli esteri siriano, l’Europa esiste solo sulla carta.

E alla Siria, preda da marzo di una rivolta anti-regime, promette a breve un modello democratico mai visto prima nella regione.

Una proposta che non ha calmato la piazza: la scorsa notte, cortei pro e contro il presidente Bashar al Assad hanno sfilato per le vie della capitale.

Se da un lato Damasco invita al dialogo nazionale e promette riforme, dall’altro non interrompe una repressione costata più di 1300 morti e un’emorragia di profughi al confine con la Turchia.

Quattro le tendolopoli organizzate da Ankara nella provincia di Hatay per più di 10 mila persone, la metà di loro bambini e adolescenti.

I 27 hanno inviato in loco una missione per ascoltare le testimonianze dei siriani in fuga, accolti dalla Turchia che, da sempre amica della Siria, stavolta ha ufficialmente criticato l’uso della violenza contro i civili e giudicato insufficienti le promesse delle autorità siriane.