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La Turchia teme il contagio degli scontri in Siria

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La Turchia teme il contagio degli scontri in Siria

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Da tre mesi, una parte della popolazione siriana tiene testa al regime di Bashar Al Assad. La repressione ha fatto 1.300 morti, migliaia di arresti e di rifugiati. Un’altra parte della popolazione scende regolarmente in piazza per manifestare il proprio sostegno al presidente.

Chi sono gli uni e chi sono gli altri? E quanto pesano, in questa rivolta popolare, le tensioni religiose tra la maggioranza sunnita del paese e la minoranza alauita al potere? Alla frontiera turca, dove si ammassano migliaia di rifugiati siriani,

il nostro inviato ha incontrato un esponente della comunità alevita della Turchia, vicina agli alauiti, Ali Yeral: “Se le cose dovessero peggiorare e si innescasse una guerra tra sette religiose, tutti i paesi che confinano con la Siria, come Turchia, Iraq e Libano saranno certamente coinvolti da questi avvenimenti. Tutto ciò che accade in Siria, nel bene e nel male, avrà ampie ripercussioni”.

Il contagio si è già esteso al Libano nel corso dell’ultima settimana. Una decina di persone sono morte negli scontri tra musulmani sunniti e alauiti seguaci di Hezbollah. Tragico epilogo di una manifestazione di protesta contro Bashar al Assad.

In Siria, gli alauiti al potere non rappresentano che il 10% della popolazione: sono quindi una minoranza come quella cristiana, mentre i sunniti contano per il 75 per cento.

In Libano, i cristiani sono maggioritari, seguiti da sunniti e sciiti. Quanto agli alauiti, le cui radici affondano nello sciismo, sono decisamente minoritari ma erano molto influenti durante l’occupazione siriana.

In Turchia, i sunniti sono la maggioranza.

In Siria, la minoranza aluita è al potere dal colpo di stato di Hafez Al Assad, nel 1970. Oggi occupa i vertici delle istituzioni e delle forze armate. Per diverso tempo, alauiti e sunniti non hanno costituito blocchi omogenei.

Nella campagne, i sunniti consideravano il potere alauita un paladino del mondo rurale. Ma la realtà economica della Siria è cambiata dopo l’ascesa di Bashar al Assad: ricchezza e privilegi si sono concentrati nelle mani di una borghesia minoritaria, accentuando le differenze sociali e il senso di appartenenza religiosa.

Mustafa Bag, euronews: “Mentre i villaggi siriani sono sottoposti alla pressione dell’esercito, nella vicina Turchia si diffonde il timore che la rivolta si trasformi in uno scontro tra alauiti e sunniti”.