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Attacco nazista all'Urss. Medvedev ricorda e cavalca l'orgoglio russo

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Attacco nazista all'Urss. Medvedev ricorda e cavalca l'orgoglio russo

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Corone di fiori e puntini sulle “i”. I 70 anni dall’attacco della Germania nazista all’Unione Sovietica diventano occasione per ribadire la centralità di Mosca nella Seconda guerra mondiale.

Reso omaggio con il premier Putin alla statua del milite ignoto, il presidente russo Medvedev ha sfruttato la giornata di lutto e commemorazioni per mettere in guardia da qualsiasi tentativo di minimizzare il contributo sovietico alla lotta antinazista.

Parole che sfondano la porta aperta dell’orgoglio nazionale, fotografato da un recente sondaggio: ben il 60% dei russi sostengono oggi che Mosca avrebbe potuto vincere la guerra senza l’appoggio alleato.

I dati ufficiali del Ministero della difesa stimano in più di 26 milioni le perdite civili e militari sofferte dall’Unione Sovietica dal 1941 al 1945: pesantissimo bilancio umano di un conflitto, che sta inducendo un crescente numero di intellettuali a sfidare l’ortodossia storiografica e interrogarsi sulla gestione militare da parte di Stalin.