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Solstizio d'estate a Stonehenge, tra riti celtici e allegre combriccole

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Solstizio d'estate a Stonehenge, tra riti celtici e allegre combriccole

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Il solstizio d’estate si saluta da secoli attorno alle pietre di Stonehenge, e anche quest’anno si sono ritrovati a migliaia nel sito neolitico, che 25 anni fa fu riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.   Seguaci dei riti celtici, neo-pagani e decine di curiosi si sono assembrati all’alba per assistere al rito celebrato da un druido.
 
“È il solstizio d’estate, noi veniamo dalla Lettonia, siamo pagani, lo celebriamo anche noi ma in modo diverso, e volevamo vedere come lo celebrano i britannici”
 
“Siamo qui perché è un bel posto dove puoi stare insieme a tanta gente e passare delle ore piacevoli.   La gente ha soprattutto voglia di venire qui per trovarsi in buona compagnia”
 
Il giorno più lungo dell’anno è particolarmente significativo per Stonehenge, il cui asse è orientato verso il punto in cui sorge il sole, il 21 giugno. Poco importa ai visitatori la funzione originaria del sito – si trattava forse di un osservatorio, forse di un luogo di culto, forse d’altro -: ciascuno gli attribuisce il significato che preferisce, in certe giornate.