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I greci e la crisi: "speranza? parola sconosciuta"

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I greci e la crisi: "speranza? parola sconosciuta"

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Dimitry Filippas ha 50 anni, un figlio ed è disoccupato da diversi mesi. Lavorava in una concessionaria d’auto ad Atene, uno dei primi settori a risentire della crisi finanziaria. Il suo stato d’animo riflette una condizione generalizzata in Grecia. Olaf Bruns lo ha incontrato per euronews:

“Sei molto bravo, il tuo lavoro è ottimo, vogliamo che lavori per noi – spiega Dimitry, ripetendo le parole dei suoi datori di lavoro – ma sfortunatamente non possiamo pagarti, quindi devi lasciare l’azienda”.

euronews:

“in cosa speri?”

Dimitry Filippas:

“Speranza? cosa significa in Grecia? Speranza è una parola sconosciuta. Non so cosa signfichi”.

Il professore George Katrougalos insegna diritto internazionale all’Università Democrito, parla di una spaccatura tra la politica e la società:

“Penso ci sia stato un divorzio tra la popolazione greca e il governo. Stanno cercando di ricucire questo strappo con espedienti, come il referendum costituzionale per ridurre i privilegi dei politici”.

“I Politici e gli altri rappresentanti parlano con la stampa, è normale, fa parte della loro professione. Ma la gente che protesta in piazza Syntagma ha deciso di non parlare più ai media – dice l’inviato di euronews Olaf Bruns – Dicono che hanno avuto diverse brutte esperienze. Sperano che il loro messaggio arrivi al mondo attraverso Internet, e promettono che questa sera, in contemporanea con il voto di fiducia, saranno presenti a migliaia”.