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Rabbia e smarrimento. Voci dalla Grecia in crisi

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Rabbia e smarrimento. Voci dalla Grecia in crisi

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Un presente di stenti, un futuro di incertezze e una libertà che a molti sembra ormai sacrificata sull’altare di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. Per le vie di Atene si grida rabbia e respira rassegnazione.

“Lavoravo per un’azienda di information technology – dice un residente -. Un settore che è ormai decimato. Il volume d’affari è adesso pari alla metà di quello precedente all’inizio della crisi economica. Ero poi divenuto troppo costoso per l’azienda. Ho pagato il prezzo della mia esperienza e così ho finito per perdere il lavoro”.

“Certo che è una situazione che mi riguarda – la replica di una giovanissima -. Non so più cosa aspettarmi dal futuro. Lavoro, vita, sogni, famiglia… E’ tutto avvolto nell’incertezza”.

Timori intergenerazionali, che l’esigenza di nuovi sacrifici e imponenti privatizzazioni da realizzare entro il 2015 trasforma per molti in lotta per sopravvivenza e indipendeza della Grecia.

“Ci battiamo per il nostro paese – dice al nostro inviato Olaf Bruns un’altra giovane residente -. E ci battiamo contro il Fondo Monetario Internazionale. Il nostro governo non è più libero, noi non siamo più liberi. All’Europa chiediamo solo più solidarietà”.