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Morta Yelena Bonner, vedova Sakharov

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Morta Yelena Bonner, vedova Sakharov

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È morta l’ex dissidente dell’era sovietica Yelena Bonner. La vedova di Andrei Sakharov si è spenta dopo una lunga malattia a Boston, negli Stati Uniti, dove risiedeva da tempo. Aveva 88 anni.

Nel 1972 aveva sposato il fisico Andrei Sakharov, il padre della bomba all’idrogeno russa, dissidente come lei e premio nobel per la pace nel 1975.

Fu proprio Yelena Bonner a recarsi a Oslo per ritirare il premio destinato al marito, visto che il Cremlino aveva impedito a Sakharov il viaggio in Norvegia.

Nata in una famiglia di comunisti, colpiti dalle purghe staliniane, all’inizio degli anni ’60 questa infermiera di formazione diventa attiva nella dissidenza moscovita e comincia a passare alla stampa estera informazioni e documenti sugli arresti, le condanne, le perquisizioni ai danni degli oppositori al regime.

Nell’80 Sakharov è condannato all’esilio a Gorki e la moglie diventa il suo unico tramite con l’esterno. Alla morte del marito, nell’89, il presidente russo Boris Eltsin la chiama alla Commissione diritti dell’uomo, da cui però si dimette nel ’94 per protestare contro la guerra in Cecenia. Negli ultimi anni non ha lesinato critiche contro il presidente Vladimir Putin, definendolo una minaccia per le libertà e i diritti dell’uomo in Russia.