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Bossi: non c'è l'ultimatum ma la Lega detta le condizioni

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Bossi: non c'è l'ultimatum ma la Lega detta le condizioni

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Non c‘è stato il vero e proprio ultimatum che Berlusconi temeva, ma a Pontida Umberto Bossi ha comunque posto delle condizioni chiare per la tenuta del governo. Fra i punti salienti: il trasferimento di alcuni ministeri al nord e la riforma fiscale con una riduzione della tasse finanziata con i soldi della missione militare in Libia, da cui l’Italia dovrebbe ritirarsi.

E sul presidente del consiglio:

“La premiership di Berlusconi potrebbe finire con le prossime elezioni politiche se. logicamente, non ascolterà attentamente le proposte che noi gli diamo, positivamente, perché tante cose le hanno fatte bene, le abbiamo fatte bene con Berlusconi”.

Ma la base è sembrata quasi sul punto di sfuggirgli di mano. La frase su Berlusconi è stata fischiata, sul pratone di Pontida c’era un grosso striscione con su scritto “Maroni presidente del consiglio” e la folla ha gridato più volte “secessione” secessione”. Se volete la secessone preparatela, ha risposto il ministro per le riforme istituzionali.