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Libia: contatti tra il regime e gli insorti

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Libia: contatti tra il regime e gli insorti

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Mentre l’intervento militare in Libia solleva dubbi sempre piú insistenti, la diplomazia internazionale si muove. Accanto alle macerie di un caffé colpito dalla Nato a Tripoli, l’inviato di Mosca, Mikhail Margelov, riferisce l’esito del colloquio con il premier libico Al-Baghdadi Al-Mahmoudi, fermo sulle sue posizioni.

“Per il governo libico – spiega – c‘è una linea rossa da non oltrepassare, cioè la sopravvivenza politica di Muammar Gheddafi.”

Margelov ha aggiunto che contatti diretti sarebbero in corso fra Tripoli e i ribelli, anche se questi ultimi escludono che Gheddafi possa rimanere al potere.

Sul terreno gli insorti fanno segnare qualche progresso, ma sedici di loro sono rimasti feriti da fuoco amico ieri nei pressi di Ajdabiya.

Questo nuovo errore della Nato non sembra aver fatto scalpore a Benghazi.

“Gli errori in guerra – afferma un abitante – possono capitare, non è grave, succede. E’ una cosa al di fuori del nostro controllo, ma speriamo che la Nato intensifichi i suoi raid aerei per eliminare quel tiranno.”

Il protrarsi della guerra sta mettendo a dura prova la coalizione, mentre Russia e Cina accusano la Nato di oltrepassare il mandato dell’Onu.

Gli insorti di Bengasi incassano comunque un nuovo riconoscimento politico dall’Italia, che firma con loro un accordo per il rimpatrio dei rifugiati.