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È possibile una politica europea di difesa?

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È possibile una politica europea di difesa?

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Domanda di Stanislas da Lione, Francia:

“Quanto sta accadendo in Libia non rende necessaria l’istituzione di una politica europea di sicurezza e difesa che abbia una strategia comune e che dia all’Europa una vera forza militare?”

Risponde Andrè Sapir, Professore di Economia presso l’Università libera di Bruxelles:

“La situazione in Libia ci pone davanti alla necessità di dotarci di una politica comune europea non solo per quanto riguarda la difesa ma anche per l’immigrazione. Due tematiche che sono strettamente legate fra loro”.

“Perchè non sono state ancora prese decisioni in questo senso? Perchè ovviamente rimangono profonde differenze tra i paesi, differenze su come e dove intervenire, per esempio”.

“Ricordiamo che negli anni ’50 ci fu un tentativo di dotarsi di una politica comune di difesa, ma il tentativo fallì. Ovviamente questa necessità si è ripresentata”.

“È chiaro che in Europa ci sono potenze, come la Francia e la Gran Bretagna, con una grande tradizione di difesa e di interventismo che non sono disposte a condividere la loro politica con altri paesi”.

“Credo che i paesi più piccoli siano propensi a muoversi verso una politica comunitaria. La domanda quindi è vogliamo un’Europa più comunitaria o più intergovernativa?”

“In un momento storico come quello attuale in cui viviamo tensioni sull’euro, sull’immigrazione, sulla difesa, esistono due visioni opposte su come risolvere i problemi”.

“I paesi più grandi spingono verso un’Europa intergovernativa, quelli più piccoli sono più a favore di un’Europa comunitaria.

Le tensioni sono inevitabili, ma credo che si risoleveranno strada facendo, e come è successo per l’euro si arriverà a politiche comuni”.