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Grecia: in arrivo un nuovo piano di austerità

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Grecia: in arrivo un nuovo piano di austerità

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Con determinazione fronteggia la tempesta.

Il primo ministro greco George Papandreou

non ha altra scelta, deve fare approvare un nuovo piano di austerità anche a costo di un ulteriore isolamento politico e dell’acuirsi delle proteste di piazza.

Le pressioni dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale si sono fatte più forti

e il paese è ormai il fanalino di coda nella classifica mondiale del credito.

“Questa volta con la bancarotta che incombe, ci sono maggiori possibilità che il programma venga approvato”, dice il capo economista di Alpha Bank, Michalis Massourakis.

Di fronte a una situazione così grave, ad Atene non sono più ammessi sbagli.

L’obiettivo da raggiungere è la riduzione del deficit di 28,5 miliardi di euro entro il 2015. E per raggiungerlo, urge un drastico taglio della spesa pubblica.

4,45 miliardi dovrebbero arrivare dai tagli effettuati sui programmi di aiuti sociale entro il 2015, circa due miliardi dai tagli sugli stipendi pubblici, oltre un miliardo da quelli sulla sanità

E ancora, sono previsti tagli alla difesa per 1,2 miliardi spalmati in quattro anni. E, inevitabilmente, bisognerà ritoccare le tasse.

I beni immobili e quelli di lusso come yachts, piscine, automobili, saranno i primi a essere colpiti dagli aumenti. Ma verrà introdotta anche una tassa che andrà ad aiutare le famiglie in difficoltà.

In totale lo Stato prevede di incassare circa sei miliardi di euro entro il 2014.

Fra le altre misure previste dal piano, Atene ha inserito la lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero, dalla quale, inasperendo i controlli, si prevede di recuperare tre miliardi di euro in quattro anni e mezzo.

Da ultimo, la Grecia punta su un programma di privatizzazioni, che riguarda non solo una lunga lista di società pubbliche ma anche di infrastrutture come porti, autostrade e scali aeroportuali.

Un programma che dovrebbe far entrare nelle casse dello stato circa 50 miliardi di euro ma che probabilmente inasprirà uleriormente lo scontento dei cittadini.