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Referendum, il giorno dopo la sconfitta Berlusconi studia le prossime mosse

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Referendum, il giorno dopo la sconfitta Berlusconi studia le prossime mosse

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Lo ha rivelato solo ai suoi fedelissimi: “Dopo i referendum le cose si fanno più difficili”. Ma in pubblico, il premier italiano Berlusconi cambia discorso.
 
“Il quadro è di Andrea Appiani e rappresenta il Parnaso, ovvero il bunga-bunga del 1811”.
 
A margine dell’incontro con il suo omologo israeliano Netanyahu, Berlusconi ostenta indifferenza. Ma la valanga di Sì contro nucleare, gestione privata dell’acqua e legittimo impedimento, certo non lo aiuta a uscire dall’angolo in cui si trova, soprattutto dopo la sconfitta di due settimane fa a Milano e Napoli. Un improvviso capovolgimento nei rapporti di forza politica rispetto all’opposiziona, in parte determinato dalla forte personalizzazione impressa alle elezioni dallo stesso premier.
 
Ecco il giudizio di James Walston, docente di relazioni internazionali all’Università americana di Roma.
 
“Berlusconi ha cercato di ignorare i referendum sostenendo che non erano un giudizio politico su di lui. Invece lo sono stati, naturalmente. Berlusconi ha occupato il centro politico italiano negli ultimi 17 anni, e ogni voto dato dagli italiani in questi 17 anni è stato un  voto su di lui. E questo non ha fatto eccezione”.
 
Sebbene gli ambienti politici ufficialmente lo neghino, i referendum avranno pesanti conseguenze sul piano degli equilibri politici nel centrodestra.
 
Osservato speciale, in questo contesto, è il ledaer della Lega Nord, Umberto Bossi, da cui ci si attende una reazione. Il malessere nella base del suo partito potrebbe portare a decisioni fino a ieri considerate improbabili, come quella di uscire, come ha già fatto il presidente della Camera Fini, dalla alleanza con Berlusconi.