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Il destino di Berlusconi nelle mani di Bossi

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Il destino di Berlusconi nelle mani di Bossi

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Nessun presidente del Consiglio italiano aveva goduto di tanta longevità politica. Al Governo dal 2008, Silvio Berlusconi, è al suo quarto mandato.

Ma è da un paio di mesi che la sua popolarità e solidità politica hanno cominciato a scricchiolare. E le ultime due batoste subite, le elezioni amministrative e il referendum, hanno dimostrato che il vento è cambiato. La stampa italiana non ha dubbi: l’era Berlusconi si sta chiudendo.

L’uomo più ricco d’Italia era sempre riuscito a rialzarsi grazie anche al suo impero mediatico con il quale ha distratto gli elettori facendo dimenticare gli oltre venti capi di accusa che pendono su di lui, fra cui corruzione, evasione fiscale, finanziamento illecito ai partiti.

Ma i guai per Berlusconi arrivano con le donne. Nel 2009, scoppia il caso Noemi Letizia. Il Premier si fa fotografare alla festa dei 18 anni della showgirl.

E la moglie Veronica Lario rincara la dose. Con una lettera alla stampa rivela la frequentazione del marito con ragazze minorenni in cambio di candidature a cariche politiche durante le elezioni europee.

Segue il divorzio. Sono mesi duri per Berlusconi, la sua popolarità vacilla. Dopo un comizio a Milano, viene colpito da una statuetta del Duomo, che gli provoca la frattura del setto nasale.

Ma il peggio deve ancora venire. Nel gennaio del 2011 il Cavaliere viene investito dalla tempesta Ruby. La ragazza marocchina, allora minorenne, fermata per furto, dichiarò di essere stata più volte ospite alle feste di Berlusconi nella sua residenza di Arcore ricevendo denaro. Mentre la procura di Milano apre un’inchiesta, la notizia del bunga bunga fa il giro del mondo.

Il resto è storia di oggi. Le batoste alle elezioni amministrative di maggio e la vittoria dei sì ai referendum mostrano che il destino di Berlusconi è nelle mani dell’alleato di una vita.

“Berlusconi dipende ora da Umberto Bossi e la sua Lega Nord che questa settimana si riunisce come ogni anno a Pontida”, sostiene il professor James Walston. “Se Bossi riterrà opportuno mollare Berlusconi, sarà la fine di queso governo”.

Alla crisi Berlusconi, come sempre, reagisce con leggerezza. “L’autoironia è la cosa più importante”, dice durante la conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro israeliano Netanyahu.

“Questo è un bunga bunga dell’anno 1811”, sostiene indicando il dipinto alle sue spalle che rappresenta il Parnaso, monte dell’antica Grecia dove secondo il mito dimoravano le muse.

Ma secondo la stampa italiana per il Presidente non c‘è piu’ tanto da ridere.