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Turchia: la grande sfida sarà la nuova Costituzione

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Turchia: la grande sfida sarà la nuova Costituzione

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Per valutare i risultati delle elezioni turche Euronews si è collegata d Istanbul con il giornalista Mehmet Ali Birand.

Euronews: Buonasera Birand per la prima volta da quando la Turchia è passata al multipartitismo nel 1946, un partito è cresciuto e si riconfermato per la terza volta alla guida del paese.

Come è riuscito a ottenere questo risultato?

Birand: E’ molto semplice. Il partito ha vinto non con l’ideologia ma puntando sui servizi. Hanno migliorato la sanità pubblica, cercando di salvaguardare i guadagni della popolazione. Quando hanno annunciato dei progetti non hanno presentato cose astratte o senza senso Questa nuovo modo di fare politica ha creato la sensazione nella società turca che con questo governo si sarebbe potuto diventare ricchi. Questo è un punto importante. Finora c’erano infinite discussioni sulle interferenze dei militari nella politica e il dibattito sul velo.

La gente è stanca di discussioni ideologiche, i turchi vogliono miglioramenti sociali. Comunque ora il Primo Ministro ha vinto le elezioni. E dobbiamo dire che il suo partito, l’ Akp ha registrato un successo senza precedenti in questo paese.

Euronews: Con questo risultato pensa che la Turchia possa scrivere una nuova Costituzione, questa volta civile?

Birand: Assolutamente si. Oggi in Turchia sono scomparse le speculazioni sulla possibile introduzione della sharia. Tutte minacce che hanno creato per un certo periodo un clima di paura.

La società turca vuole voltare pagina. La gente chiede un cambiamento che potrebbe davvero esserci a breve.

Ma perchè questo avvenga c‘è un’unica condizione. Il Primo Ministro e tutto l’AKP devono dimostrare che la famosa accusa lanciata dall’opposizione che criticava Erdogan di essere fiero all’eccesso, è senza fondamento.

Solo in questo modo potrà esserci davvero un cambiamento. Se lo faranno, se riusciranno a dimostrarsi umili, come ha sottolineato il Primo Ministro quando ha detto: “Sarò modesto e non presuntoso”, penso che riusciranno a rilanciare la Turchia. Altrimenti cominceranno di nuovo a farsi la guerra uno contro l’altro. La Turchia sta entrando in una nuova era. Recep Tayyip Erdogan è già potenzialmente il nuovo presidente turco. Nel paese sta per essere redatta una nuova costituzione, che non è come alcuni pretendono che sia. Sarà più democratica. Le aspettative dei militari sono state completamente

disattese.

Euronews: Quali saranno le ripercussioni di queste elezioni sulla politica estera della Turchia?

Birand: Non influirà molto sulla politica estera turca. Anche perchè ora la sua politica è legata al Medio Oriente che vive una condizione di instabilità.

Quello che sappiamo è solo che il processo per l’adesione all’Unione Europea continua.

Se viene creato da Ankara un ministero per l’Europa, significa che il governo prosegue il progetto europeo. La Turchia non demorde anche se l’Unione Europea la respinge. Credo che il paese entrerà nell’UE, sarà un processo più lungo ma non è questo l’importante. Questo il primo punto. Il secondo è che occorre che il Medioriente sia più stabile. Fino a quel momento la Turchia non sarà in grado di creare una vera politica estera perchè sia con la Siria sia con l’ Egitto le relazioni non sono chiare. Credo che per il momento continuerà sulla stessa politica di prima.

La Turchia è davanti ad un passo cruciale, gli occhi sono puntati ora sulla sua nuova Costituzione.