ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Turchia, i punti cruciali per Erdogan


Turchia

Turchia, i punti cruciali per Erdogan

La terza vittoria per l’AKP è la consacrazione per Recep Tayyip Erdogan. Ma per pochi seggi gli sfugge quella maggioranza dei due terzi che gli avrebbe consentito di cambiare la costituzione senza dover cercare accordi con altre forze.

Il suo commento a caldo sembra già volto ad acquisire consensi: “Scriveremo una costituzione civile e libera, che unisca tutte le parti della società, ognuno si riconoscerà nella costituzione, l’est ci si ritroverà e anche l’ovest.”

Ma gli occorrerà ben altro, oltre a un discorso conciliante, per convincere gli oppositori a sostenerlo in ció che molti considerano un progetto al servizio delle sue ambizioni politiche. Per gli analisti, il premier non avrà altra scelta se non puntare sul dialogo e sul compromesso.

“Ci sono – afferma Cengiz Aktar, dell’Università di Bahncesehir” problemi gravi da risolvere, il conflitto curdo e una nuova costituzione. Due questioni che richiedono il consenso e il dialogo con gli altri partiti, ma anche con la società nel suo insieme.”

La costituzione militare in vigore risale al 1982. Erdogan vuole una carta fondamentale civile e si è impegnato a cambiare il testo, che attualmente reprime alcune libertà. Non ha peró fornito dettagli, ha solo affermato che vorrebbe istituire una repubblica presidenziale, che gli darebbe la possibilità di ricoprire fino a due mandati come presidente.

Questo aspetto preoccupa l’opposizione. E’ quindi poco probabile che l’AKP ottenga il sostegno del CHP, il secondo partito. Bisognerà allora guardare ai curdi del BDP, i quali peró potrebbero porre delle condizioni.

Il problema curdo è l’altra grande sfida che attende il premier. E una spina nel fianco sul cammino verso l’Europa. L’ultimo incontro tra Erdogan e un rappresentante della comunità (che comprende un sesto della popolazione) risale al 2009, ai tempi del DTP.

Poi il partito è stato sciolto, prima di rinascere col nome di “Partito della pace e della democrazia”. Il BDP, che passa da 26 a 30 deputati, reclama l’autonomia per i curdi. Il loro leader storico, Abdullah Ocalan, dalla prigione, ha recentemente minacciato una guerra totale contro Ankara se non verranno avviati negoziati rapidamente.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo

mondo

Libia: il fronte dei ribelli avanza verso Tripoli