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Turchia: Erdogan vince il terzo turno ma non è un plebiscito

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Turchia: Erdogan vince il terzo turno ma non è un plebiscito

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Il partito della Giustizia e dello Sviluppo di Recep Tayyp Erdogan ha vinto, ma senza ottenere il plebiscito su cui contava per indire un referendum costituzionale. Il negoziato sarà quindi una via obbligata per ottenere il cambio di una carta fondamentale scritta quasi 30 anni fa durante il regime militare.

“Scriveremo una costituzione libera e civile che metta d’accordo tutti i partiti della società insieme, vi si ritroverà l’est e vi si ritroverà l’ovest”, ha detto Erdogan.

Di fronte ai suoi sostenitori riuniti davanti alla sede del partito, il primo ministro ha mostrato dunque umiltà e voglia di collaborare, mentre i critici del governo sostengono che Erdogan userà il risultato elettorale per raffozare il proprio potere e ridurre il dissenso.

Per l’Akp hanno votato circa il 50% dei turchi: un risultato migliore di quello realizzato nel 2007.

In crescita anche la principale forza di opposizione, il partito repubblicano del popolo, seguito dal movimento nazionalista.

Pur con più voti rispetto alle ultime legislative, l’Akp si trova con un numero inferiore di seggi in parlamento per effetto di una riforma elettorale.

“Questo è un risultato normale secondo me. Non ci sono altre leader sulla scena politica. Eè lui l’uomo del momento”

Si apre ora la fase del rigore economico e delle riforme che garantiscano la prosecuzione della forte crescita economica e l’uscita definitiva dalla tradizione militare del paese.