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Turchia al voto: "elettori si sentono ignorati da Ue"

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Turchia al voto: "elettori si sentono ignorati da Ue"

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Le elezioni parlamentari di domenica prossima in Turchia potrebbero determinare l’avvenire del Paese. Se il partito di Erdogan, Giustizia e Sviluppo (AKP), otterrà la maggioranza dei due terzi in parlamento, riformerà la Costituzione. Il principale cambiamento potrebbe essere una forma di governo presidenziale.

Questo porta a pensare che Erdogan stia puntando a diventare presidente, dopo tre mandati come primo ministro. Giustizia e Sviluppo ha condotto la campagna elettorale promuovendo il suo piano di investimenti pubblici per il 2023, in vista dei 100 anni della Repubblica turca.

Il principale movimento dell’opposizione, il Partito Repubblicano del Popolo, guidato dal suo nuovo leader, Kemal Kilicdaroglu, propone un rafforzamento dei diritti individuali, ha un orientamento nazionalista, laico e sostanzialmente filo-europeo. Il Partito Repubblicano del Popolo (CHP), fondato da Ataturk, propone una migliore distribuzione della ricchezza per ridurre il divario di reddito.

Andiamo alla scoperta delle elezioni in Turchia con Adil Gur, capo della società di sondaggi A&G di Istanbul.

Ali Çimen, euronews:

Lei ha condotto gli ultimi rilevamenti in vista delle elezioni di domenica. Ci può dire qual è il risultato di questi sondaggi?

Adil Gur, direttore società di sondaggi A&G:

Secondo il nostro ultimo sondaggio, il partito Giustizia e Sviluppo (AKP) conferma la stessa percentuale di voto che raggiunse nelle elezioni politiche del 2007 (46,58%) e si spinge qualche punto oltre. Per quanto riguarda il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) ci aspettiamo un incremento notevole in percentuale, rispetto al risultato del 2007. Riguardo il partito nazionalista (MHP), nell’occhio del ciclone a causa della gli scandali sessuali, non dovrebbe avere alcun problema nel superare la soglia di sbarramento del 10% e entrare in parlamento. Infine, il partito curdo per la Pace e la Democrazia (BDP), possiamo prevedere che otterrà 30-32 seggi nel nuovo parlamento.

euronews:

Il partito Giustizia e Sviluppo sarà in grado di ottenere la maggioranza necessaria a cambiare la costituzione?

Adil Gur:

Ci sono due modi per cambiare la nuova costituzione in Turchia. Bisogna ottenere 367 seggi in parlamento, per riformarla senza andare al referendum. Ma, secondo le tendenze di voto attuali, nessuno dei partiti avrà questa possibilità. La seconda possibilità è quella di ottenere oltre 330 seggi in modo che sia possibile richiedere l’approvazione delle modifiche costituzionali attraverso il referendum. Ma il partito Giustizia e Sviluppo, anche nell’ipotesi che migliori la percentuale del 2007, non sembra in grado di eleggere 330 parlamentari.

euronews:

Secondo gli ultimi sondaggi, l’Akp è in corsa per ottenere il terzo mandato consecutivo al governo. Accadrebbe per la prima volta negli ultimi cinquant’anni. Perché Erdogan vince ancora?

Adil Gur:

Questo accade non a causa delle tendenze ideologiche degli elettori turchi, né a causa delle posizioni più conservatrici. I nostri studi dimostrano che il 70% degli elettori che votano per l’AKP giudicano positivamente la sua attività di governo. Credo che una delle ragioni di questa performance sia che Giustizia e Sviluppo sia capace di guardare negli occhi degli elettori e interagire con loro meglio degli altri.

euronews:

Quale fattore peserà di più sul voto dei turchi?

Adil Gur:

Come in altre parti del globo, il 60 per cento degli elettori turchi guarderà alla situazione economica. È la loro prima priorità. Voglio dire che guarderanno nele loro tasche prima di aprire le schede! E il restante 30-40% voterà in base alla propria ideologia, etnicità o confessione. Ma in conclusione, il pensiero principale rimane lo stato dell’economia.

euronews:

La politica estera dell’AKP influisce sulle preferenze degli elettori?

Adil Gur:

Certo che influisce, ma se si intendono i progressi nei colloqui di adesione all’Unione europea, posso dire che non avranno un impatto così grande. Ma se guardiamo all’atteggiamento del governo in termini di relazioni con Israele, con i palestinesi, queste questioni hanno un impatto molto forte soprattutto sugli elettori conservatori e nazionalisti. Posso aggiungere che Giustizia e Libertà , annullando il regime dei visti con molti paesi in questi ultimi anni, ha prodotto un effetto collaterale importante nella politica estera del governo. Ma ripeto ancora una volta che l’Unione europea non è così importante come prima per gli elettori turchi. Il motivo principale è la frustrazione pubblica per la lentezza dei negoziati di adesione della Turchia. La gente qui è fermamente convinta che l’Ue stia ignorando la Turchia.