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Un fiume in piena che non accenna arrestarsi. In piccoli rivoli, trasportati da pullmini e ambulanze, ma il flusso di profughi dalla Siria continua a montare.

2.500 quelli che sarebbero già arrivati in Turchia, secondo le stime diffuse giovedì sera da Ankara.

Un’emergenza, che nella città di Yayladagi ha già fatto sorgere una tendopoli e al di là del confine inneggiare alla Turchia salvatrice.

Ragione dell’assalto umanitario, la quarantina di chilometri appena dalle violenze che infuriano nel centro siriano di Jisr al-Choughour. Di recente teatro di ripetute proteste, la città sarebbe ormai secondo diverse testimonianze di fatto militarizzata.

Timore della popolazione è quello di sanguinose rappresaglie dell’esercito, dopo il centinaio di uomini che le autorità di Damasco sostengono qui di aver perso negli scorsi giorni.

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