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Libia, ancora dubbi sulle accuse di stupri di massa

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Libia, ancora dubbi sulle accuse di stupri di massa

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A marzo, Eman al Obaidi denunciò di essere stata stuprata da 15 soldati delle forze libiche. Un’accusa che allora gli agenti di Gheddafi tentarono di far passare sotto silenzio.

Ma la vicenda è tornata a far discutere dopo che il procuratore capo della Corte penale internazionale ha detto che potrebbe incriminare il colonnello per aver ordinato stupri di massa.

La docente di psicologia Seham Sergewa sostiene di aver ricevuto 259 denunce di donne della Libia orientale che rilanciano le stesse accuse e di essersi soffermata su 140 casi.

Il regime di Tripoli nega la responsabilità delle sue truppe e sostiene anzi che siano le forze ribelli a utlizzare gli stupri come arma di guerra.

“Sono le solite accuse insensate – afferma il portavoce del governo libico – vi invitiamo a venire qui per assicurarvene di persona”.

Il capo della commissione Onu sulla Libia sostiene che ribelli e lealisti avrebbero entrambi commesso crimini di guerra, ma dubita dell’esistenza di una politica di stupri di massa.