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Turchia: verso un nuovo governo e una nuova costituzione

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Turchia: verso un nuovo governo e una nuova costituzione

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Il 12 settembre 1980 la Turchia vive il suo terzo colpo di stato in vent’anni, coronamento di quel processo di militarizzazione delle istituzioni inaugurato dai golpe del 1960 e del 1971.

Il paese è in pieno marasma economico e sull’orlo di una guerra civile. In nome della pace, l’esercito si impadronisce del potere: 650 mila persone sono arrestate e torturate, in molti ne moriranno.

Quel potere partorirà due anni dopo la costituzione tuttora in vigore che limita i diritti umani e quelli delle minoranze e rende ancora più forte l’esercito.

La revisione costituzionale è un passo obbligato ma tutti i tentativi in questo senso falliscono.

Per Bruxelles la riforma è imprescindibile. Non basta a rilanciare il processo di adesione di Ankara all’Unione europea ma è un buon argomento a favore.

Dal suo arrivo al potere nel 2003, questa riforma è in cima ai pensieri del premier Recep Tayip Erdogan. Quest’anno é il suo cavallo di battaglia, priorità numero uno del suo programma elettorale. Ma potrà realizzarla facilmente solo se sarà rieletto con ampio margine.

I turchi lo scorso anno hanno approvato a larga maggioranza per via referendaria questo cambiamento in profondità. Durante la campagna elettorale, Erdogan ha invitato a votare si alla costituzione del popolo contro quella dei militari.

I suoi oppositori ne hanno denunciato la deriva plebiscitaria. E in effetti Erdogan non ha mai nascosto la sua intenzione di finirla con il regime parlamentare per instaurare un sistema di tipo presidenziale che gli darebbe l’occasione di candidarsi altre due volte. In qualità di primo ministro, invece, si presenta oggi per il suo terzo e ultimo mandato.

Ma la riforma prevede anche altro: porterà a una maggiore libertà, rinforzando la giustizia civile a scapito dei tribunali militari, e aprirà la via ai processi dei responsabili dei golpe.

Vero slancio riformatore o dichiarazioni di buone intenzioni per nascondere le proprie ambizioni politiche? Il voto di questo week end dovrà tener conto anche di questa posta in gioco.