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Turchia: chance per i candidati curdi indipendenti di entrare nel parlamento turco

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Turchia: chance per i candidati curdi indipendenti di entrare nel parlamento turco

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I nazionalisti curdi hanno la concreta possibilità, nelle elezioni di domenica, di aumentare la propria rappresentanza nel parlamento turco.

Secondo i sondaggi nel Sud est del paese otterranno trenta eletti. Alla stessa stregua del Serafettin Elci, si presentano come indipendenti per aggirare la soglia del 10% imposto ai partiti. Ma avranno l’appoggio del Bdp, partito della pace e della democrazia. Ecco il loro obiettivo principale:

“Instaureremo un sistema di decentramento – dice Serafettin Elci candidato curdo indipendente – Un sistema che porterà i curdi ad avere un’autonomia definitiva nella regione, un auto-governo”.

Ma i voti di Diyarbakir fanno gola anche al partito di Erdogan.

Il primo ministro ha promesso nuovi investimenti per la regione a maggioranza curda. Ma non si è impegnato invece per le riforme politiche chieste dal Bdp: autonomia,lingua curda nelle scuole e amnistia i militanti del Pkk.

“Vogliamo – dice Mehdi Eker del partito giustizia e sviluppo – scrivere una nuova costituzione per rafforzare le basi dei benefici che abbiamo ottenuto finora e per bloccare il ritorno a vecchie abitudini. Vogliamo inoltre che ci siano nuovi passi in avanti”.

Ma la soluzione per il conflitto curdo, che dura da ventisette anni e che è costato almeno quarantacinque mila morti, si deve trovare nella politica , precisa la scrittice curda Bejan Matur:

“Credo che integrare nella Costituzione l’identità curda accanto a quella turca non farà che alimentare il conflitto. Avrebbe senso cambiare radicalmente la definizione di identità turca. La Costituzione deve essere sprovvista di referenze etniche perché la Turchia è una società multiculturale in convivono diverse etnie”.

Anche il Chp, erede del kemalismo, oggi all’opposizione, ha fatto campagna elettorale a Tunceli. Il suo nuovo leader Kemal Kilicdaroglu, di origine curda e alevita, ha riconosciuto che il partito aveva trascurato la regione e ha promesso una svolta.