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Gheddafi: pronto al martirio. Raid Nato su Tripoli

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Gheddafi: pronto al martirio. Raid Nato su Tripoli

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Pronto al martirio piuttosto che lasciare Tripoli. Mentre i raid della Nato raggiungono il massimo dell’intensità dall’inizio della guerra in Libia, il Colonnello rilancia la sfida: vivo o morto, resterò nella mia terra.

Parole che arrivano mentre più di 60 bombe sono cadute sulla capitale nella sola giornata di martedì. Secondo il portavoce del governo libico le vittime sarebbero oltre 30.

Il raìs è apparso alla tv di Stato: immagini che portano la data di ieri. Gheddafi ha avvertito i Paesi della coalizione occidentale che non potranno sconfiggere il popolo armato.

La propaganda di regime non molla benché le truppe ribelli siano sempre più vicine alla capitale, dopo la conquista di Yafran.

Sul fronte diplomatico, l’inviato del Presidente russo Dmitri Medvedev si è recato a Bengasi, roccaforte della ribellione.

“Siamo convinti che Gheddafi abbia perso la legittimità col primo proiettile sparato contro il popolo libico” ha detto. “Siamo a favore di una soluzione politica e contrari a un’escalation militare”.

Intanto l’escalation è un fatto: da ieri i caccia della Nato hanno bombardato Tripoli ogni ora.