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Fukushima: pochi risultati tre mesi dopo il disastro

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Fukushima: pochi risultati tre mesi dopo il disastro

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Le ultime immagini della centrale di Fukushima non lasciano dubbi sull’entità dei danni. A tre mesi dal terremoto e dal maremoto che hanno devastato il Giappone nord-orientale, si registrano ancora pochi progressi nella gestione della crisi nucleare, la più grave dopo Chernobyl.

Ogni giorno duemila dipendenti di Tepco, l’operatore della centrale, lavorano nell’impianto per cercare di tamponare i danni e proseguire con le operazioni di raffreddamento dei reattori.

I venti chilometri intorno a Fukushima-Daiichi sono ormai terra di nessuno. Circa 140 mila persone sono state evacuate per sfuggire alle radiazioni più elevate.

Ci sono le eccezioni, però. Alcuni residenti hanno avuto il permesso di ritornare nelle proprie abitazioni per recuperare qualche effetto personale. Abitavano ad appena sei chilometri dalla centrale. La visita non dura più di due ore, giusto il tempo di portare via poche cose.

“Ho preso degli abiti estivi e qualcosa di molto prezioso: la foto di mio padre sul letto di morte”.

Al passaggio degli evacuati gli operai di Tepco si inchinano. La principale compagnia energetica del Giappone è stata accusata scarsa trasparenza e di aver mentito sui controlli di sicurezza.