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I produttori di verdura: "psicosi ingiustificata"

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I produttori di verdura: "psicosi ingiustificata"

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Solo i produttori si azzardano a compiere quello che l’Escherichia Coli ha trasformato in un gesto sconsiderato: mangiare cetrioli, germogli o verdura in generale. Il raccolto dei venti produttori danesi finisce nelle stalle come cibo per le mucche.

“E’ scandaloso. Siamo prigionieri di una situazione in cui non abbiamo diritto di replica. Non abbiamo potuto fare nulla, solo accettare passivamente che non possiamo vendere i nostri cetrioli”.

Anche le immagini che giungono dalla Romania fanno riflettere. Centinaia di tonnellate di cetrioli finsicono nel cestino. Uno spreco ingiustificato, dicono le aziende produttrici.

“Ogni giorno raccogliamo tra 200 e 300 tonnellate di cetrioli e li mettiamo qui. Le nostre vendite sono pari a zero. Non esportiamo più nulla. Perdiamo 100 mila euro al giorno”.

Per non parlare della Spagna, primo paese a pagare di tasca propria per i casi di diarrea emorragica provocati dall’Escherichia Coli. Le accuse della Germania, poi rivelatesi infondate, hanno fatto crollare le vendite.

“C‘è un surplus di verdura. I prodotti non si vendono più e gran parte vengono gettati via. E’ peggio di prima”.

La Spagna esporta in Germania l’equivalente di 410 milioni di euro all’anno in verdura. E i produttori sottolineano che anche distruggere il raccolto ha un costo.