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Gatti e cani randagi attorno a Fukushima. I tecnici: "Non possiamo occuparci di loro"

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Gatti e cani randagi attorno a Fukushima. I tecnici: "Non possiamo occuparci di loro"

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Tra gli altri rischi creati dall’incidente alla centrale nucleare giapponese di Fulushima, ora compaiono anche i cani e i gatti randagi.

Le videocamere di sorveglianza hanno mostrato la presenza di alcuni animali domestici nei luoghi ormai inaccessibili per l’alto livello di radiazioni.

Si dovrebbe trattare di animali da compagnia appartenuti a qualcuna delle migliaia di famiglie evacuate dal raggio di 20 chilometri attorno ai reattori.

La nuova minaccia pone non pochi problemi ai responsabili della sicurezza, che ne hanno parlato anche nel corso di una delle periodiche conferenze stampa.

“Al momento siamo concentrati nel recupero degli impianti danneggiati. Sappiamo che ci sono cani, gatti e altri animali, ma noi, fino ad ora, non abbiamo risorse per poterci occupare di loro”.

Il pericolo di trasmissione della radioattivitâ, comunque, non riguarda solo gli animali domestici. In particolare le autorità consigliano di monitorare gli uccelli migratori, che potrebbero estendere la contaminazione al di là dei 20 chilometri della zona interdetta.