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E.coli: primi casi il 24 maggio, è ancora allarme


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E.coli: primi casi il 24 maggio, è ancora allarme

Il 24 maggio in Germania vengono accertati tre decessi collegati ad un virus che causa emorragie al sistema digestivo.

Sotto i riflettori finiscono le verdure crude: le autorità tedesche identificano tre cetrioli provenienti dalla Spagna come fonte di trasmissione del batterio.

“Questa è la più forte epidemia di sempre di Escherichia coli in Germania, con un numero di casi che normalmente si raggiungono in diversi anni – spiegava il 24 maggio Reinhard Burger, direttore dell’istituto Robert-Koch di Berlino – Ci sono tre prodotti sospetti: pomodori crudi, cetrioli e lattuga”.

Almeno ventidue i morti accertati in Germania, il Paese maggiormente colpito. Un altro decesso è stato confermato anche in Svezia. Migliaia i casi sotto osservazione.

Il mercato ortofrutticolo collassa, la paura diventa allarme, ma il 31 maggio le analisi non confermano che il batterio provenga dal cetriolo.

La Germania blocca alcune importazioni, la Russia chiude il suo mercato alle verdure europee, l’Olanda ferma le esportazioni in Germania, ma del batterio nessuna traccia.

L’allarme si estende ai semi di soia provenienti

dalla Bassa Sassonia: si rivela un altro buco nell’acqua.

“Abbiamo scoperto una forma nuova e mai descritta prima di questo batterio e in futuro potremmo arrivare a conclusioni diverse da quelle avanzate fino ad ora”, ha precisato il 2 giugno scorso

Holger Rohde, ricercatore dell’Università di Amburgo.

Nel frattempo, gli agricoltori si ritrovano in ginocchio, la verdura rimane invenduta e le aziende chiedono aiuto all’Unione. Sorride solo l’Egitto: le esportazioni di frutta e verdura registrano incrementi record e sono in rapida ascesa.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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