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DSK sceglie la strada del lungo processo

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DSK sceglie la strada del lungo processo

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Le grida di rabbia delle cameriere, il cammino fino all’entrata del tribunale a braccetto con la moglie Anne Sinclaire. E’ l’immagine che segna l’inizio del processo contro Dominique Strauss-Khan accusato di violenza sessuale ai danni di una cameriera del Sofitel di New York. Un processo il cui avvio è stato determinato ieri dalla deposizione dell’accusato: l’ex Direttore del Fondo Monetario Internazionale si è dichiarato non colpevole davanti ai giudici di Manhattant. Rischia una condanna fino a 74 anni di carcere per violenza sessuale, tentato sequestro di persona e altri 5 capi d’accusa.

“Una volta esaminate la prove risulterà chiaro come non ci sia traccia di violenza in questa vicenda” hanno detto i legali del politico francese.

L’affaire Strauss-Khan mette in gioco tematiche delicate come il rapporto tra potere e violenza contro la donna, oltre a una strisciante contrapposizione culturale tra Francia e Stati Uniti.

“La vittima vuole che si sappia che tutto il potere, tutti i soldi e tutta l’influenza di Dominique Strauss-Khan attraverso il mondo non impediranno che emerga la verità su quanto accaduto in quella stanza” ha detto l’avvocato difensore.

Il giudice Michael Obus ha rinviato l’udienza al prossimo 18 luglio. Strauss-Khan si trova attualmente agli arresti domiciliari. L’avvio del processo è atteso per settembre.