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L'insegnamento della storia, un percorso difficile

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L'insegnamento della storia, un percorso difficile

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Insegnare la storia comporta molte sfide, specialmente in comunità divise o con un passato doloroso. Occorre cercare una prospettiva neutrale e presentare i fatti in un modo equilibrato. Ma insegnare la storia contribuisce anche a promuovere la riconciliazione. Ne parliamo in questa puntata.

Polonia, lezioni senza frontiere

Wroclaw, un tempo conosciuta come Breslavia, è un’ex città tedesca ceduta alla Polonia alla fine della seconda guerra mondiale durante la conferenza di Potsdam. Il passato divide ancora polacchi e tedeschi.

L’iniziativa Euroclio, che anno riunisce ricercatori e professori da tutta l’Europa, promuove l’insegnamento obiettivo della storia. Ad esempio gli studenti vengono incoraggiati a mettersi al posto dei loro vicini e ad analizzare i discorsi ideologici.

Libano, la mancanza di una storia condivisa

I libanesi non hanno una visione condivisa del passato. Una lezione di storia ne è un perfetto esempio. Le scuole non hanno testi comuni e ognuno preferisce credere alla propria versione dei fatti. In mancanza di libri approvati dal ministero dell’Istruzione, molte scuole utilizzano libri di che hanno una visione settaria. Spesso la storia recente del Libano non viene insegnata.

Il ministero dell’Istruzione in passato ha creato diverse commissioni per tentare di stilare testi di storia condivisi. Ma i politici libanesi e i leader comunitari non hanno raggiunto un consenso.

Ruanda, lezioni dal passato

In solo quattro mesi nel 1994 il genocidio ruandese costò la vita a oltre 800mila persone. Dopo l’assassinio del presidente, le milizie Hutu condussero una campagna per sradicare la minoranza Tutsi. Furono massacrati anche moderati Hutu. L’istruzione gioca un ruolo centrale nel processo di riconciliazione informando la popolazione del Ruanda sul contesto, l’impatto e la dimensione del genocidio e l’importanza di non lasciare mai che questi eventi si ripetano.

Situato intorno alle fosse comuni di oltre 250mila vittime, il centro per la memoria di Kigali viene visitato dagli studenti delle superiori. Uno degli scopi è mettere in guardia le nuove generazioni dai pericoli dei pregiudizi.