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"Il memorandum è il vero programma"

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"Il memorandum è il vero programma"

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I portoghesi hanno cambiato rotta con le elezioni di domenica. Per un’analisi delle conseguenze della consultazione, abbiamo intervistato Nuno Saraiva, vicedirettore del giornale Diario de Noticias.

euronews:
Il Portogallo ha pronunciato un “no” molto netto al governo socialista di Josè Socrates: quale messaggio viene trasmesso ai partner europei, soprattutto a quelli che si sono mostrati reticenti verso l’aiuto economico al Paese?

Nuno Saraiva:
“Il messaggio trasmesso dalle urne è che d’ora in poi ci saranno le condizioni politiche oggettive di stabilità affinché il Portogallo possa rispettar i suoi impegni. C‘è anche un messaggio interno, dei portoghesi, che hanno respinto il primo ministro Josè Socrates. Come tutti sanno, il memorandum firmato con la Commissione europea, la Banca centrale europea e il fondo monetario internazionale, è stato siglato dai tre grandi partiti: il socialista e i due che ora assumeranno la responsabilità di governo. L’uscita di Socrates creerà quelle condizioni di dialogo tra i tre partiti che prima non c’erano e che consentiranno il sostegno politico agli impegni internazionali che il Paese ha preso”.

euronews:
Questo cambiamento politico è destinato a suscitare maggiore fiducia all’estero oppure, al contrario, il fatto di dover ricorrere a una coalizione di governo rischia di pregiudicare la fiducia nelle capacità del Paese ad affrontare le sfide economiche?

Nuno Saraiva:
“Al contrario, i primi segni sono positivi. Mi mercati hanno reagito in modo molto favorevole ai risultati elettorali, che hanno prodotto una chiara maggioranza di centro-destra. gli interessi del debito sovrano portoghese sono già stati rivisti al ribasso, dunque questa prima reazione è positiva. In più, i partner europei hanno ora un dato politico oggettivo, ci sono tutte le condizioni di stabilità per realizzare gli impegni del Portogallo nel corso dei quattro anni di legislatura”.

euronews:
I leader dei due partiti della coalizione che ha prevalso hanno fatto promesse agli elettori. Secondo lei, il governo avrà un margine di manovra politica oppure sarà costretto a muoversi nello spazio angusto del compromesso raggiunto con i creditori internazionali?

Nuno Saraiva:
“Credo che il governo abbia mani e piedi legati a causa del memorandum firmato con l’Fmi, Bruxelles e la Banca Centrale. Quello che è stato detto durante la campagna elettorale sono slogan. Una volta giunto al potere, Pedro Passos Coelho e il leader del Cds-Pp sanno che saranno legati a quegli accordi siglati col partito socialista. il memorandum è il vero programma di governo”.

euronews:
Pedro Passos Coelho ha promesso un governo a ranghi ridotti, in fase con l’austerità imposta al Paese. Che tipo di governo dobbiamo aspettarci?

Nuno Saraiva:
“Pedro Passos Coelho ha l’opportunità di formare un governo con un numero ridotto di ministri, in particolare riducendo il numero dei segretari di Stato. Ma questo sarà molto difficile, nel quadro del negoziato tra i due partiti della coalizione per ridurre in modo drastico il numero dei ministri”.