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E.Coli: autorità tedesche invitano alla cautela, ma la psicosi resta

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E.Coli: autorità tedesche invitano alla cautela, ma la psicosi resta

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La diffusione dei casi in Germania sembra rallentare, ma la psicosi Escherichia Coli resta. I medici lavorano per individuare la fonte di contaminazione o l’alimento all’origine dell’epidemia del batterio che ha già ucciso una ventina di persone, in maggioranza in Germania, con quasi duemila casi segnalati.

Il ceppo è una forma mutante, estremamente aggressiva, di due diversi batteri dell’Escherichia Coli. “Per curare i pazienti, da un lato c‘è la plasmaferesi, che è stata utilizzata nei pochi casi registrati finora – spiega il presidente della società tedesca di nefrologia e responsabile del policlinico universitario della regione di Hannover Reinhard Brunkhorst -. Poi c‘è la terapia degli anti-corpi, recente, che agisce sul sistema immunitario e che viene usata ora per la prima volta su un numero maggiore di pazienti”.

In centinaia di casi è stata diagnosticata la sindrome emolitico-uremica. Molti pazienti sono stati ricoverati in ospedale in terapia intensiva, alcuni in dialisi, a causa dell’insorgenza di complicanze renali. La lista dei Paesi interessati si allunga, ormai sono oltre una decina. Lunedì i ministri europei della Sanità si riuniscono per fare il punto.