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Fernandes: "con Socrates nessuna grande coalizione"

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Fernandes: "con Socrates nessuna grande coalizione"

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Per analizzare le implicazioni delle legislative in Portogallo Euronews ha intervistato José Manuel Fernandes, analista politico e ex direttore del quotidiano Publico.

Euronews:

I sondaggi ipotizzano un prossimo governo sostenuto da socialdemocratici e centro democratico sociale due formazioni di centrodestra. Con la crisi che attanaglia il paese ci saranno le condizioni per portare a termine la legislatura?

Fernandes:

Penso che l’esecutivo che si formerà avrà certamente una maggioranza in Parlamento capace di sostenerlo. Il Presidente della Repubblica ha già detto che non darà il via libera a un governo di minoranza e i sondaggi ci dicono che una coalizione tra la destra del CDS e il centro moderato dei socialdemocratici è l’ipotesi piu probabile.

Euronews:

Il Portogallo attraversa una crisi profonda. Non sarebbe meglio dare vita a una grande coalizione come hanno fatto altri paesi europei?

Fernandes:

Penso che questa possibilità cioè dar vita a un governo con il partito socialista oggi al governo sia condizionato dalla presenza alla testa del PS dell’attuale premier José Socrates. Socrates in campagna elettorale ma anche negli anni scorsi ha contribuito a tagliarsi i ponti dietro le spalle. I partiti d’opposizione non hanno detto che non parteciperebbero mai a un accordo di questo tipo. Hanno detto che non farebbero mai un accordo con il Partito Socialista fino a che sarà guidato da Socrates.

Euronews:

La Germania è considerata il motore dell’economia europea. I portoghesi che idea hanno dell’Unione Europea in questo momento?

Fernandes:

I portoghesi continuano a considerare l’Europa una specie di Eldorado anche se si sono sentiti un po’ traditi dall’Unione Europea che ha posto condizioni molto severe per fornire un salvagente al paese. Tutti pero’ sanno che senza l’Unione Europea e il Fondo Monetario non si va da nessuna parte e non si possono ricevere i sodi di cui c‘è un disperato bisogno. In Portogallo la responsabilità della crisi non viene attribuita all’Euro ma a una serie di errori commessi in patria. Non siamo stati all’altezza della situazione e non abbiamo saputo adeguarci alle esigenze imposte da una zona monetaria comune al cui interno vi sono paesi del calibro della Germania

Euronews:

Il programma redatto dalla troika degli organismi internazionali riuscirà a portarci fuori dal baratro o rischiamo di finire come la Grecia?

Fernandes:

Penso che questo rischio esista, l’ho già detto. Ma i politici al momento non possono discuterne. Penso anche pero’ che se riusciremo a dimostrare di essere capaci di rispettare gli impegni sul lungo termine quando sarà venuto il momento potremo eventualmente chiedere delle contropartite. Riaprire il negoziato sul debito ad esempio o cercare di allungare i tempi imposti per restituire i prestiti. Forse anche cancellare una parte del debito che effettivamente è talmente pesante da sembrare un sacco di pietra appeso al collo che ci impedisce di crescere

Euronews:

Se il tasso d’astensione sarà elevato che tipo messaggio avranno inviato gli elettori?

Fernandes:

Penso che l’astensione sarà effettivamente elevata. C‘è molta gente esasperata che non si riconosce in nessun partito politico