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E.Coli: primi casi sospetti negli Stati Uniti

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E.Coli: primi casi sospetti negli Stati Uniti

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La fobia per il batterio killer cresce in tutta Europa, mentre i primi casi sospetti si segnalano negli Stati Uniti. La variante dell’Escherichia Coli che ha già fatto una ventina di morti in Europa non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione, ed è estremamente contagiosa e tossica, dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I contagi sono oltre duemila, la maggioranza si segnalano in Germania: “In questo caso possiamo parlare di epidemia – dice il professor Klaus Stark, dell’Istituto Robert Koch -. È una situazione del tutto inaspettata, con un numero di infezioni elevatissimo, mai visto prima in Germania”.

L’epidemia sta mettendo a dura prova anche le relazioni commerciali. Dopo aver bloccato le importazioni dei prodotti vegetali freschi dall’Europa, la Russia vuole risposte sulle cause del contagio: “È un precedente serio – afferma il portavoce del ministero degli Esteri russo -. Qualsiasi governo vorrebbe proteggere il proprio mercato per evitare di lasciarvi entrare questi prodotti a rischio”.

Nel frattempo la Commissione europea ha tolto l’allarme sui cetrioli spagnoli. Ma per gli agricoltori, in Spagna, l’assoluzione dei loro cetrioli, considerati in un primo momento all’origine dell’epidemia, è tardiva. E a Valencia, alcuni di loro hanno protestato davanti al consolato tedesco.