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Sconfitta elettorale: è il tramonto di Berlusconi?

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Sconfitta elettorale: è il tramonto di Berlusconi?

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All’indomani della sconfitta elettorale alle amministrative, le prime pagine si interrogano sul futuro del Popolo della Libertà. Il partito reggerà al rischio di implosione? Si fanno più concrete le possibilità di una crisi di governo e di elezioni anticipate?

Il Premier ammette la sconfitta, definendola “evidente”, ma passa subito al contrattacco. Nervi saldi, parla di un governo che ha ancora tanta strada da fare, anche se non può nascondere la necessità di riorganizzare il partito.

Nonostante negli ultimi giorni abbia attribuito la responsabilità ai singoli candidati, di fatto la campagna elettorale legata al suo nome si è trasformata in un plebiscito contro di lui.

Il suo cantare la nostalgia per Milano, ad aprile, suona oggi quasi un oscuro presagio.

A pesare sull’insuccesso elettorale della maggioranza nelle comunali, potrebbe aver contribuito non poco il processo Rubygate, in cui il Premier deve rispondere delle accuse di concussione e prostituzione minorile. Un intreccio inestricabile per il Cavaliere, quello tra politica e giustizia: la seconda udienza di fronte al Tribunale di Milano era fissata proprio per il giorno successivo ai risultati elettorali.

Nonostante l’inchiesta aperta contro di lui, il Cavaliere preferisce scherzare sulla faccenda, almeno in pubblico:

“Lei lo sa che oggi sono entrato in Parlamento e la sinistra, anche la sinistra, voleva venire al bunga bunga. Quindi anche la sinistra è stata conquistata da questa mia visione della vita”.

Dal momento della discesa in campo, nel 1994, gli elettori si sono abituati a vedere Berlusconi coinvolto in questioni giudiziarie, ma forse questa volta non sono più disposti a chiudere un occhio. E’ l’analisi condivisa da svariati esperti politici.

James Watson, analista politico: “L’Italia sta attraversando una sorta di rivoluzione dolce. Non è l’Egitto, non è piazza Tahir, ma la sensazione è che le cose si stiano muovendo e che il vento stia cambiando. Però è ancora da vedere se questo sarà sufficiente a sommergere Berlusconi. Sicuramente adesso dipenderà totalmente da Bossi e dalla Lega Nord”.

Proprio blindare l’asse col Carroccio diventa ora la priorità numero uno per il Cavaliere. Per salvare la legislatura fino alla fine, il Premier dovrà cedere a riforme a caro prezzo. Un compromesso indispensabile di fronte alle parole del suo alleato, che prima della sconfitta anticipava: “Non ci faremo trascinare a fondo dal governo”.