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La Russia dovrà indennizzare Khodorkhovsky, ma non è perseguitato politico

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La Russia dovrà indennizzare Khodorkhovsky, ma non è perseguitato politico

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Mikhail Khodorkhovsky non è un detenuto politico, o almeno non ci sono prove per affermarlo: lo hanno stabilito i giudici della Corte europea per i diritti dell’Uomo.

La sentenza della Corte di Strasburgo spiega, in 46 pagine, che quando nel 2003 l’allora proprietario del colosso petrolifero Yukos fu arrestato da un gruppo di agenti armati, mentre saliva a bordo del suo aereo privato, era stato ufficialmente convocato solo come testimone, e le modalità dell’arresto sono quindi da ritenersi irregolari. Per questo, la Corte ha stabilito un risarcimento pari a circa 10.000 euro, per danni morali.

Pesanti irregolarità sono state riscontrate anche per la successiva detenzione prima del processo, non giustificata da elementi abbastanza rilevanti. Per questo, Mosca dovrà versare altri 14.500 euro, per le spese legali sostenute.

Ma per sostenere le motivazioni politiche della detenzione di Khodorkhovsky, per la Corte non ci sono prove. La pensa diversamente Amnesty International, che lo considera un detenuto politico. L’uomo, che dovrebbe restare in carcere fino al 2016, ha recentemente chiesto la concessione dei domiciliari.