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Gonçalo M. Tavares: «La morale della macchina si riversa sulla società»

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Gonçalo M. Tavares: «La morale della macchina si riversa sulla società»

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Gonçalo M. Tavares è considerato uno dei più grandi nomi della letteratura portoghese contemporanea.

Ha ricevuto numerosi premi, tra cui quello per il miglior libro straniero in Francia con «Imparare a pregare nell’era della tecnica» (2010) e, più recentemente, il Premio letterario dei Giovani Europei con «Il Signor Kraus» (ndr.: non tradotto in italiano), un riconoscimento attribuitogli dagli studenti della Scuola Europea per il Commercio, con sede a Londra, Bordeaux e Lione.

Ed è appunto a Lione che Euronews ha incontrato Gonçalo M. Tavares in occasione del Forum Internazionale del Romanzo. L’autore lisboneta ha ripercorso la genesi di «Il Signor Kraus»): un romanzo pensato a partire da una serie di cronache che raccontano la vita di un uomo politico portoghese. Gli studenti francesi – ci ha confessato – «hanno associato il libro alla situazione politica francese».

Gonçalo M. Tavares è conosciuto per la sua abilità nello smascherare la logica apparente delle cose.

«Ciò che m’interessa in questo libro è la manipolazione della lingua e l’ossessione per la quantificazione».

Per M. Tavares, professore di epistemologia, «il mondo della politica è il mondo del linguaggio. C’è una fascinazione per il linguaggio. I politici dimenticano la realtà.

In occasione di questo Forum, Gonçalo M. Tavares ha partecipato a una tavola rotonda dal titolo: «Come comportarsi con l’animale che è dentro di noi», tema che ha rievocato durante il nostro incontro.

L’abbiamo intervistato anche a proposito del protagonista di Imparare a pregare nell’era della tecnica, un medico efficiente, freddo e calcolatore che decide di dedicarsi alla politica.

Elza Gonçalves: «C’è dunque un animale dentro di noi?»

Gonçalo M. Tavares : «Penso di sì. In noi c’è un animale. Un animale buono e uno, invece, cattivo. Ma c’è anche un uomo. Uno buono e uno cattivo. Ci sono delle parti cattive dell’animale che è dentro di noi, che dobbiamo addomesticare. Ma ci sono anche delle parti dell’uomo cattivo che noi stessi siamo che dobbiamo domare, controllare, sorvegliare»

Euronews: «Lenz Buchmann, il personaggio principale di Imparare a pregare nell’era della tecnica è il cattivo della storia?».

Gonçalo M. Tavares : «Non vedo Lenz come un uomo cattivo. Lenz è piuttosto un uomo forte, il suo è un pensiero dell’efficienza. Pensa come penserebbe una macchina, se avesse un cervello. Non ha alcun senso dire che una macchina è buona o cattiva. Una macchina funziona o è fuori servizio. Ha uno scopo e una struttura materiale per realizzare tale scopo. Così, dunque, è Lenz: né buono, né cattivo, funziona e vuole che gli altri funzionino….».

Gonçalo M. Tavares : «Solo se ci rappresentiamo un uomo che pensa come una macchina ci rendiamo conto di quanto le macchine siano violente, disumane, cattive e distruttrici. La logica della macchina non è quella dell’uomo. La macchina e l’uomo non sono amici, contrariamente a ciò che si pensa. La macchina non è il miglior amico dell’uomo, come si suol dire del cane. La macchina è un altro mondo. Non ha alcuna compassione. Fa o non fa. È costruita semplicemente per fare – e ciò è terribile. Credo che non abbiamo ancora pienamente capito le macchine. Hanno il loro mondo, non sono i nostri cani, tutt’altro. Hanno una filosofia propria, un proprio modo di pensare. E il loro modo di pensare è agire tout court: essere efficiente, non danneggiarsi.

Euronews: «L’animale che è dentro di noi è violento ?

Gonçalo M. Tavares: la logica della macchina è più violenta della logica animale. L’animale può uccidere se ha paura, o se ha fame, ma la macchina non ha bisogno di questo per uccidere».

Euronews: «Il mondo del lavoro, oggigiorno, mette in valore la macchina?»

Gonçalo M. Tavares: «La morale della macchina si riversa sulla società e sulle aziende. Apprezziamo la gente che si comporta come macchine. Ciò è inquietante, perché la macchina non ha mai mal di stomaco o la luna storta. Oggigiorno, il lavoratore modello è una macchina. Abbiamo sognato di una macchina che ci liberasse ma per quanto riguarda il lavoro, la macchina non ha permesso agli uomini di essere più creativi. Ha semplicemente sostituito gli uomini, che si sono così ritrovati senza lavoro».

Euronews: «Alcune delle sue storie sono ironiche e divertenti. Altre, invece, più cupe, fanno ridere meno. Si tratta forse della classica separazione tra commedia e tragedia?»

Gonçalo M. Tavares : «Non so, probabilmente no. Non penso che ci sia una separazione così netta, nonostante la distinzione classica rimanga interessante. Si tratta di due mondi dai confini incerti. A volte si incomincia ridendo e si finisce col tremare di paura. Oppure si comincia tremando di paura e si finisce col ridere».

Euronews: «Imparare a pregare nell’era della tecnica ha un carattere universale e allo stesso tempo europeo. Mi fa pensare ad alcune tragedie della storia d’Europa. Lei si sente uno scrittore europeo? »

Gonçalo M. Tavares : «Mi sento innanzitutto uno scrittore portoghese, poiché scrivo e penso attraverso la lingua portoghese – e la lingua plasma ciò che facciamo. E mi sento un europeo e un essere umano. In gran parte, ciò che m’interessa è scrivere sui problemi emotivi che sorgono nelle relazioni umane. In Imparare a pregare nell’era della tecnica m’interesso, in particolare, al potere, alla paura, alla decadenza, al desiderio. E questo non è né portoghese, né europeo. Sono cose che sentiamo tutti, incluso gli animali».