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Unito su Egitto e Tunisia, diviso sulla Siria. Il G8 fra luci e ombre

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Unito su Egitto e Tunisia, diviso sulla Siria. Il G8 fra luci e ombre

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Aiuti nell’ordine di una quindicina di miliardi di euro, per sostenere il processo di democratizzazione innescato dalla primavera araba.

I grandi del pianeta concretizzano in cifre il moderno “piano Marshall” con cui il G-8 di Deauville si propone di affermarsi come pietra miliare di una partnership duratura sul piano sia economico che politico.

Sotto la presidenza francese, al suo secondo e ultimo giorno, il vertice ha ribadito l’esortazione a Gheddafi e al presidente yemenita Abdullah Saleh a lasciare il potere, ma si è concentrato soprattutto su dopo- Mubarak e il dopo-Ben Ali.

“Discuteremo nel dettaglio – ha detto il presidente degli Stati Uniti Obama – come sostenere al meglio paesi come Egitto e Tunisia non soltanto nella transizione democratica, ma anche assicurando che questo processo venga accompagnato dalla crescita economica”.

Alla Siria è stato poi rivolto l’appello a cessare repressione e violenze. Divisioni interne hanno però limitato l’accordo alla vaga minaccia di “ulteriori misure” e fatto naufragare l’ipotesi di un rinvio al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

“Nell’appoggiare primavera araba e democratizzazione in Egitto e Tunisia – dice il nostro inviato Miguel Sardo – i paesi del G8 hanno voluto assicurare che continueranno nel proprio sostegno in Medio Oriente e in Africa del Nord. Più difficile sarà tuttavia trovare una posizione comune su Libia e Siria. Contro il regime del presidente Al Assad, la Russia si sarebbe già rifiutata di adottare misure più decise”.