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Srebrenica 16 anni dopo ricorda le vittime del boia

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Srebrenica 16 anni dopo ricorda le vittime del boia

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Sono rimaste sole, invecchiate nell’attesa. La notizia della cattura dell’uomo che ordino’ il massacro dei loro figli e mariti la apprendono mentre pregano per i propri morti nel cimitero musulmano di Potocari, alle porte di Srebrenica.

“Abbiamo aspettato questo momento per 16 anni – spiega Hatidza Mehmedovic – ma quelli che lo hanno preso hanno sempre saputo dove si trovava Mladic. E’ molto triste per noi sapere che hanno atteso tutto questo tempo prima di arrestarlo”.

Fehra Malic nel luglio del 1995 perse due dei suoi figli trucidati dalla truppe serbo bosniache in quello che è stato il piu grande massacro compiuto in Europa dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Basti pensare che la riesumazione dei corpi seppelliti nelle fosse comuni non si è ancora conclusa e ogni anno l’11 luglio vengono celebrati i funerali di nuove vittime identificate grazie ai test del DNA.

Piu di 8 mila uomini, vecchi e ragazzi vennero uccisi nell’arco di dieci giorni davanti agli occhi dei caschi blu olandesi che assistettero, impotenti e senza reagire, alla selezione delle vittime del genocidio fatta passare per uno sfollamento.

Un trauma troppo grande che il tardivo arresto di un assassino non puo’ comunque cancellare.