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"Mladic la mente delle violenze". L'analisi di un ex comandante Onu

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"Mladic la mente delle violenze". L'analisi di un ex comandante Onu

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Un padre padrone, vittima di una megalomania che l’ha trasformato in carnefice. Così Philippe Morillon parla oggi di Ratko Mladic: “il macellaio dei Balcani“ a cui questo ex comandante alla guida delle forze Onu in Bosnia, ha cercato fra il 1992 e il 1993 a più riprese di strappare un sì alla pace.
 

Philippe Morillon, ex comandante Onu in Bosnia:
“E’ stata una partita a scacchi senza fine. Era Mladic che di fatto deteneva il comando. Sulla carta presidente dell’autoproclamata Repubblica Serba di Bosnia, Karadzic non era di fatto che una marionetta alle sue dipendenze. Non poteva prendere alcuna decisione senza il suo placet. Mladic si considerava un Napoleone e amava che i suoi glielo ripetessero”.
 
 
Laurence Alexandrowitz, euronews:
“Ritiene quindi che Mladic sia il principale responsabile delle violenze nella ex Yugoslavia?”.
 

Philippe Morillon:
“Sì. O quantomeno del protrarsi del dolore e delle violenze. E’ lui che si è opposto agli accordi di pace negoziati a Ginevra. Ed è lui e soltanto lui, che ha condotto un vero colpo di Stato e ottenuto che il parlamento dei serbi di Bosnia, anche contro l’avviso dello stesso Karadzic, finisse per respingere la proposta di un accordo di pace. Mladic ha quindi prolungato di almeno due anni le sofferenze di tutta la regione. E soprattutto, invece di mettersi al servizio del suo paese, ha voluto proporsi come salvatore della grande Serbia, ha accelerato la sconfitta serba e ha lasciato in eredità questa immagine spaventosa, culminata con il massacro di Srebrenica. Sono contento del fatto che ora, molti serbi avranno modo di comprendere come quello che molti di loro consideravano un eroe è stato invece il principale responsabile del protrarsi delle loro sofferenze”.
 
 
euronews:
“Immagino quindi che si sia sentito sollevato dalla notizia del suo arresto…”.
 

Philippe Morillon:
“Ne sono molto contento e anche sul piano europeo. E sono contento anche del fatto che il governo serbo e il presidente Tadic abbiano trovato il coraggio di procedere a questo arresto”.
 
 
euronews:
“Ritiene che un arresto così simbolico possa rappresentare un passo verso la conciliazione e contribuire a voltare definitivamente pagina?”.
 

Philippe Morillon:
“Le madri straziate di Srebrenica non potranno mai perdonare. Dobbiamo comprendere il loro dolore, un dolore folle. Le nuove generazioni che aspirano alla pace sanno d’altro canto che per arrivarci, si dovrà necessariamente passare per un’indipendenza accettata da entrambe le parti. Ed è in ogni caso quanto attendono i ventenni e i trentenni di oggi, tutti quelli che non hanno vissuto direttamente la guerra”.