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La cattura di Ratko Mladic: la stampa, nei Balcani, oggi, non parla d'altro

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La cattura di Ratko Mladic: la stampa, nei Balcani, oggi, non parla d'altro

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In Bosnia, molti quotidiani salutano quella che alcuni definiscono “la caduta del sanguinario”.

A Sarajevo, un’abitante commenta:
 
“Credo che alla fine le vittime e le loro famiglie potranno avere un po’ di sollievo. Nonostante questo però, non credo ci sia modo di riportare in vita tutte le persone che sono state sone assassinate in modo così brutale. Ora lo vedremo all’Aja. Dovrà affrontare la giustizia, anche se non potrà mai esserci una punizione adeguata per tutto quello che ha fatto ai bosniaci”.
 
Mladic è stato arrestato a un centinaio di chilometri da Belgrado.
 
Anche in Serbia, la notizia domina le prime pagine dei giornali.
 
Nella capitale, qualcuno reagisce con gioia, altri, invece si mostrano contrariati.
 
“Grazie a Dio è finita. Chi viene accusato e condannato deve rispondere per quello che ha fatto. Non si può considerare responsabile l’intera nazione serba, spero che le persone, in Occidente, possano capirlo”.
 
“Non so cosa dire. È molto triste per la Serbia che succedano queste cose. Non dovremmo prestare troppa attenzione a quanto accaduto ieri perché non è un successo, bensì il crollo della nazione serba. Credo che Mladic sia un eroe nazionale. Avremmo dovuto mandarlo via in modo diverso, non così”.
 
Da eroe, o da boia di Srebrenica, è a Belgrado che Mladic attende di essere trasferito all’Aja. 
 
E attendono anche i serbi, molti dei quali, ora, vedono l’Europa più vicina.