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Il G8 appoggia le rivolte arabe. Monito a Libia e Siria

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Il G8 appoggia le rivolte arabe. Monito a Libia e Siria

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Un po’ di glamour prima di affrontare i temi caldi del vertice del G8. A fare gli onori di casa a Deauville non c’era solo il presidente francese Sarkozy ma anche la consorte Carla in dolce attesa.

Barack Obama invece, reduce dalla trionfale visita in Gran Bretagna, si è presentato senza la moglie Michelle rientrata in patria.

L’allarme per i debiti sovrani che minacciano la ripresa economica, la discussione sulla successione di Strauss Khan al vertice del Fondo Monetario, gli aiuti alle primavere arabe e le crisi libica e siriana. L’agenda del vertice, secondo l’executive director di Greenpeace Kumi Naidoo, è cosi piena che rischia di relegare in secondo piano il tema del nucleare:

“Sulla sicurezza delle centrali – ha putualizzato Naidoo – i Grandi si stanno muovendo troppo lentamente. Dovrebbero capire che Fukushima è stato uno spartiacque e che oggi non esistono le garanzie necessarie per proseguire su questa strada. L’industria nucleare dovrebbe invece ammettere di non avere soluzioni valide neanche per il problema delle scorie”

Il nostro inviato a Deauville José Miguel Sardo spiega che “il dibattito sull’incidente nucleare in Giappone non è chiuso. L’opinione pubblica mondiale attende delle risposte e i risultati delle indagini effettuate nelle zone contaminate verranno discussi solo il prossimo anno in un apposito vertice internazionale che si terrà a Tokyo”