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Al G8 di Deauville in primo piano la primavera araba


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Al G8 di Deauville in primo piano la primavera araba

C‘è attesa per lo sbarco in Normandia dei leader degli otto paesi più industrializzati.

Deauville, sede del vertice, è blindata. Migliaia di agenti controllano la zona in attesa dell’arrivo dei capi di stato e di governo dei G8.

Il presidente russo Medvedev ha anticipato i tempi ed è già arrivato in Francia. Dopo una ricognizione sullo stato dell’economia il tema caldo del vertice sarà il sostegno alle rivoluzioni dei paesi arabi e del Maghreb.

“Investire nella democrazia sarà la parola d’ordine – spiega il nostro inviato Miguel Sardo – i leader del G8 non renderanno solo omaggio ai cambiamenti in atto nei paesi arabi e del Maghreb ma dovranno offrire aiuti finanziari di diversi miliardi di euro a paesi come la Tunisia e l’Egitto. Le Ong presenti già mettono in guardia sul rischio che alle parole non seguano poi i fatti”

Una diffidenza, quella delle organizzazioni non governative, supportata dai dati forniti dall’Ocse secondo cui solo una parte degli aiuti promessi nei tanti summit del passato sono effettivamente stati sbloccati.

“In questo vertice verranno fatte tante promesse e tante promesse sono già state fatte nei giorni scorsi. Ma se innanzitutto non si tiene fede agli impegni solenni fatti in passato il rischio è il solito, che tutto resti sulla carta. Devono assolutamente dimostrare di essere capaci di atti concreti”.

La speranza espressa dalla rappresentante di Oxfam International è condivisa anche dai primi ministri di Tunisia ed Egitto presenti anch’essi a Deauville.

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