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Lagarde ha un solo ostacolo sulla strada per l'FMI

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Lagarde ha un solo ostacolo sulla strada per l'FMI

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Con Christine Lagarde l’Europa dispone di una candidata ben piazzata per ottenere la direzione dell’FMI.

Francese, classe 1956, avvocato, specializzata in diritto del lavoro e della concorrenza, ha diretto uno studio internazionale a Chicago. La sua cultura anglosassone è condita da un tocco di interventismo alla francese.

“Sulle materie prime – ha dichiarato tra l’altro – bisogna essere altrettanto rigorosi ed esigenti che in tema di prodotti derivati finanziari. I rischi sono gli stessi, i movimenti si effettuano sia a vantaggio degli uni sia degli altri e bisogna avere meccanismi per regolarli, e ció vuol dire limiti di posizione per evitare che i market maker abbiano posizioni troppo importanti.”

Crisi finanziaria, economica, del debito e dell’euro hanno dato al Ministro dell’economia francese l’occasione di mostrare le sue capacità. Forbes la cita da anni tra le 100 donne piú influenti al mondo, e spesso tra le prime 20.

Sulla crisi greca, Lagarde sposa la linea della solidarietà europea, esigendo però da Atene riforme dolorose e diventando una delle principali oppositrici della ristrutturazione del debito della Grecia.

Una posizione condivisa da Angela Merkel, che le assicura il suo sostegno nella battaglia per la direzione del Fondo Monetario, prima ancora che si candidi ufficialmente: “Ho sempre detto (senza che questa sia una conferma della sua candidatura) che il ministro dell’economia francese è una personalità eccellente ed esperta. Oggi non posso dire di piú.”

Lagarde, dopo una carriera come avvocato, diventa ministro nel 2005 nel governo De Villepin, e nel 2007 è la prima donna ad occupare il dicastero dell’economia. Dopo qualche problema iniziale, si fa apprezzare per la sua gestione della crisi, che permette alla Francia di limitare i danni. Tra i ministri dell’economia della quinta Repubblica, è quello che ha mantenuto il suo incarico piú a lungo.

L’unico suo problema si chiama Crédit Lyonnais. Per chiudere il contenzioso tra i liquidatori della banca e l’uomo d’affari Bernard Tapie, Christine Lagarde ha approvato nel 2007 il ricorso a un arbitrato privato. Con un costo per lo Stato di 385 milioni di euro.

La giustizia francese dirà il 10 giugno, proprio nel giorno della chiusura delle candidature per la direzione dell’FMI, se aprirà o no un’inchiesta su Christine Lagarde.

Se il caso sarà archiviato, questa donna, abituata a farsi largo in un ambiente dominato dagli uomini, avrà la strada libera verso Washington.