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Spagna: le ragioni del movimento 15-M

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Spagna: le ragioni del movimento 15-M

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In Spagna non è un caso che la protesta per una nuova democrazia sia esplosa alla vigilia di elezioni cruciali. Il malessere causato dalla crisi si è fuso con la contestazione al sistema politico.

I manifestanti chiedono una riforma della legge elettorale, la legge Hondt che favorisce i 2 principali grandi partiti e quelli nazionalisti, e penalizza formazioni minori.

A questo si somma l’assenza di futuro, in un paese in cui la disoccupazione tra i giovani fino ai 25 anni che tocca il 45%.

“Non vedo il mio futuro qui – dice una studentessa –

E’ troppo difficile. Credo, anzi sicuramente, andrò all’estero anche per continuare a studiare”.

Anche per gli analisti il malessere dei cittadini spagnoli non è solo provocato dalla crisi economica:

“Questa è molto più di una protesta politica – dice Miguel Murado, analista – assomiglia alle rivolte nel mondo arabo o a quella in Grecia, dove c‘è un’esplicita insoddisfazione per le misure governative. Qui il governo aveva introdotto un piano di austerità un anno fà. Le ragioni della protesta sono quindi più generali”.

Era il maggio del 2010 quando il governo socialista di Zapatero approvò una riforma per rendere flessibile il mercato del lavoro. Un piano di cui gli spagnoli non hanno tratto benefici.

La disoccupazione tocca il 21,3% della popolazione, un’angoscia che investe quasi 5 milioni di spagnoli, visto che l’economia non rimonta e la crescita è minima, pari allo 0, 8% del Pil.

In più la Spagna deve ridurre drasticamente il deficit pubblico.

Nel 2010 il deficit rappresentava il 9,24% del Pil. Quello delle regioni autonome si limitavano al 2,83%.

Ora l’obiettivo è ridurre il deficit rispettivamente del 3% e dell’1.1% entro il 2013.

Le regioni autonome, che hanno a proprio carico istruzione e sanità, spendono il 36% del budget pubblico.

Ora tocca ai vincitori delle elezioni intervenire per

ridurre il deficit. Un compito oneroso che secondo molti era stato rimandato a dopo le elezioni amministrative.