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Fukushima: Aiea indaga, Tepco ammette la fusione

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Fukushima: Aiea indaga, Tepco ammette la fusione

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La tanto temuta fusione, a Fukushima, in parte c‘è stata. Lo riconosce il gestore Tepco, mentre Tokyo fa mea culpa per non aver indagato meglio.

Ce ne siamo accorti solo una volta entrati, si giustifica la società che oggi al reattore numero quattro ha mandato di nuovo i suoi tecnici.

Obiettivo: rinforzare la struttura della vasca di stoccaggio e rimuovere i detriti lasciati dall’esplosione del 15 marzo, alla vigilia delle indagini in loco dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica.

Priorità del governo, adesso, è rassicurare dal palcoscenico francese del G8 la comunità internazionale sui rischi radioattivi ed economici. E pensare a certificare i prodotti per l’export.

Ma deve dare anche risposte concrete ai giapponesi, in piazza una volta di più per protestare contro l’inadeguata gestione della catastrofe e la controversa decisione di alzare i livello minimo di rischio per i bambini.