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Dopo le amministrative la Spagna è tutta blu popolare

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Dopo le amministrative la Spagna è tutta blu popolare

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Alle elezioni amministrative di domenica, in Spagna, la protesta senza precedenti dei cosiddetti “indignados” si è vista soprattutto con il raddoppio delle schede bianche e nulle. Un dato che, per il particolare sistema spagnolo di conteggio, ha favorito le grandi formazioni e quindi la marea di voti per il Partito Popolare che ha investito praticamente tutto il paese:

“Non capisco – dice una madrilena alla Puerta del Sol – C‘è tanta gente qui in piazza. E loro certamente non hanno votato per uno dei due principali partiti. Ma questo dalle urne non emerge”.

L’esito del voto è inequivocabile. Oltre il 37% per i conservatori del PP, meno del 28% per i socialisti, che sono al loro peggior risultato dalla fine del franchismo e poco più del 6% per gli altri partiti, dai nazionalisti all’estrema sinistra.

La carta delle regioni spagnole è quasi tutta blu, il colore del PP. I socialisti perdono dei bastioni storici, come la Castiglia-Mancia.

Analoga situazione per le comunali. Al partito del premier José Luis Rodriguez Zapatero sfuggono Barcellona, che era socialista da 32 anni, Siviglia e Cordova in Andalusia, regione tradizionalmente rossa.

E’ una sconfitta personale per il capo del governo che ha già detto che non si ripresenterà alle elezioni del 2012. E un trionfo lungamente atteso per Mariano Rajoy, il leader popolare che ora accarezza il sogno di entrare alla Moncloa. Per il momento, comunque, non chiede le politiche anticipate.